La legge di Bilancio 2020 (Legge 27 dicembre 2019, n.160) ha introdotto rilevanti novità in materia di tassazione delle auto aziendali in capo al dipendente. A partire dalle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti dal 1° luglio 2020, il calcolo del fringe benefit (reddito in natura per il dipendente) terrà in considerazione anche il livello di inquinamento (in termini di emissioni di CO2).

Lo scopo vuole essere quello di incentivare, in un’ottica green, l’acquisto e quindi l’utilizzo di autovetture e veicoli a motore con ridotte emissioni di CO2 riservando un trattamento fiscale meno favorevole alle spese e costi relativi a quelle maggiormente inquinanti.

Come anticipato, le novità della Legge di Bilancio 2020 in merito al calcolo del fringe benefit hanno effetto a partire dalle auto aziendali concesse in uso promiscuo con contratti stipulati dal 1° luglio 2020.

Pertanto, per le auto aziendali concesse in uso promiscuo con contratti stipulati entro il 30 giugno 2020 resta ferma l’applicazione della disciplina vigente al 31 dicembre 2019, la quale prevedeva che in capo al dipendente un fringe benefit pari al 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri (Km) calcolato sulla base del costo chilometrico desumibile dalle tabelle nazionali dell’ACI. Da tale importo vanno, inoltre, detratti gli ammontari eventualmente trattenuti o corrisposti dal dipendente (ex Art. 51 co. 4 lett. a) del TUIR).

Quali sono le novità introdotte dal 1° luglio 2020 in materia di determinazione del fringe benefit?

In particolare, per le auto aziendali concesse in uso promiscuo con contratti stipulati dal 1° luglio 2020 la nuova disciplina introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 prevede che, fermo restando la modalità di calcolo prevista dalla disciplina vigente al 31 dicembre 2019 (vedi sopra), la percentuale per la determinazione del fringe benefit sia:

  • 25% per i veicoli con valori di emissione di CO2 fino a 60g/km;
  • 30% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 60g/km ma non a 160g/km;
  • 40% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 160g/km ma non a 190g/km (50% dal 2021);
  • 50% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiore a 190g/km (60% dal 2021).

Le novità introdotte nella Legge di Bilancio 2020 non hanno invece alcun effetto sul trattamento fiscale, lato società, delle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti.

Qual’è il trattamento fiscale dei mezzi di trasporto in capo alla società?

Il trattamento fiscale dei mezzi di trasporto utilizzati nell’esercizio di impresa (auto aziendali, autovetture strumentali, autocarri etc.) è contenuto nell’Art. 164 del TUIR.

L’Art. 164 del TUIR prevede che e spese e gli altri componenti negativi (tra tutti ammortamenti, manutenzioni, pedaggi e carburante di ) dei mezzi di trasporto utilizzati nell’esercizio di impresa siano deducibili:

  • integralmente (quindi nella misura del 100%) se i veicoli sono strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa (autocarri, aeromobili e navi da turismo etc.) e i veicoli adibiti ad uso pubblico (taxi, pullman etc.);
  • 20% se i veicoli sono utilizzati per altri fini aziendali (tra tutti le autovetture a disposizione dei dipendenti);
  • 70% se i veicoli sono concessi in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta e sempre che lo stesso risulti da idonea documentazione (nella maggior parte dei casi tramite lettera di assegnazione o inserendo una specifica clausola nel contratto di lavoro);
  • 80% per i veicoli utilizzati da agenti e rappresentanti di commercio.

Come comportarsi nel futuro prossimo?

Alla luce del nuovo regime di tassazione delle auto aziendali ad uso promiscuo in capo al dipendente, si invita a valutare l’opportunità di rivedere la politiche aziendale di assegnazione delle auto aziendali adottando, in ottica efficientamento fiscale, nuove soluzioni da valutare caso per caso (tra tutte il rimborso chilometrico al dipendente per l’utilizzo dell’autovettura di proprietà o a noleggio a lungo termine), in alternativa alla concessione in uso promiscuo al dipendente di un’auto aziendale a basso livello di inquinamento se non a propulsione ibrida o elettrica.