Dopo esserci occupati nei precedenti articoli del Regime degli Impatriati e del Regime dei docenti e ricercatori, analizziamo oggi la disciplina del Regime dei neo domiciliati (cd. Res non dom).

Che cos’è il Regime dei neo domiciliati (cd. Res non dom)?

L’art. 24-bis del TUIR prevede un regime dei neo domiciliati opzionale di imposizione sostitutiva dei redditi prodotti all’estero per le persone fisiche (ed i loro familiari) che trasferiscono la residenza fiscale in Italia.

Possono accedere al regime speciale in oggetto le persone fisiche che:

  • trasferiscono la residenza in Italia ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. 917/1986;
  • non siano state fiscalmente residenti in Italia per almeno nove periodi d’imposta nel corso dei dieci precedenti.

L’agevolazione consiste nella possibilità di assoggettare ad imposizione tutti i redditi di fonte estera mediante il pagamento di una flat tax (imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali locali) pari ad euro 100.000 per ciascun periodo d’imposta, indipendentemente dall’ammontare dei redditi esteri imponibili.

Il regime agevolativo in oggetto può coinvolgere, su richiesta del soggetto che esercita l’opzione per lo stesso, uno o più familiari. In tal caso, per ogni familiare è previsto il pagamento di una flat tax pari ad euro 25.000 per ciascun periodo d’imposta.

Dal punto di vista oggettivo, rientrano nell’ambito dei redditi agevolabili:

  • fondiari derivanti da terreni e fabbricati situati all’estero;
  • capitale corrisposti da Stati esteri o da soggetti non residenti;
  • lavoro dipendente prestato all’estero;
  • lavoro autonomo derivanti da attività esercitate all’estero;
  • d’impresa derivanti da attività svolte da stabili organizzazioni all’estero;
  • plusvalenze conseguite per effetto della cessione a titolo oneroso di partecipazioni in società non residenti;
  • i redditi diversi derivanti da attività svolte all’estero e da beni che si trovano all’estero.

L’unica eccezione riguarda le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni al capitale pari o superiore al 25% in società estere, se realizzate nei primi cinque periodi d’imposta di validità dell’opzione; quest’ultime sono, infatti, assoggettate ad un’imposizione sostitutiva con aliquota del 26%.

Inoltre, la persona fisica che opta per il res non dom italiano gode di ulteriori agevolazioni:

  • l’esenzione dal pagamento dell’IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero) e dell’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero);
  • l’esonero dall’obbligo di monitoraggio degli investimenti e delle attività finanziarie detenute all’estero (cd. quadro RW).

Il cherry picking dei Paesi

La flat tax, in generale, esenta tutti i redditi esteri prodotti in qualsiasi Stato; è tuttavia possibile (anche per i familiari) escludere qualche Stato (cd. cherry picking), comunicandolo senza possibilità di deroga all’Agenzia delle Entrate italiana. Tale scelta deve riguardare necessariamente tutti i redditi prodotti in detto Stato che saranno assoggettati ad imposizione secondo le modalità ordinarie previste per la tipologia di reddito; sarà in tal caso riconosciuto il credito d’imposta per le imposte pagate all’estero su tali redditi.

Quanto dura l’opzione per il Regime dei neo domiciliati (cd. Res non dom)?

L’opzione per tale regime agevolativo si esercita entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la  residenza in Italia o al massimo in quella del periodo d’imposta successivo. L’opzione per la flat tax ed i suoi effetti si estendono, salvo il caso di revoca o decadenza, per un arco temporale pari a quindici anni ed è sempre revocabile dal Contribuente.

Prima di effettuare il cambio di residenza, e quindi prima dell’opzione, è inoltre riconosciuta la facoltà al Contribuente di richiedere un parere preventivo (cd. ruling) all’Amministrazione Finanziaria italiana, al fine di verificare la sussistenza dei requisiti richiesti per accedere al regime.