Negli ultimi anni il settore degli e-sports ed, in particolare, la figura professionale del gamer sta riscuotendo sempre più successo tra i più giovani. Nel presente ci occuperemo dei principali profili fiscali e dichiarativi del gamer professionista.

Questo settore, in grado di abbattere qualsiasi barriera geografica, sta attirando su di sé sempre più interesse da parte di investitori nazionali ed internazionali.

Chi è il gamer?

Il gamer è un soggetto persona fisica che, non solo a scopo di puro divertimento, impiega parte della sua giornata a giocare ai videogiochi.

I gamer si possono distinguere in gamer per divertimento che giocano nel tempo libero per puro diletto e gamer professionista che, invece, giocano al fine di partecipare (e vincere), per conto proprio o in gamer team, tornei e manifestazioni e-sports in tutto il mondo.

Il presente articolo riguarderà i soli gamer professionista in quanto coloro che presumibilmente ritrarranno da tale attività dei redditi che dovranno essere assoggettati a tassazione come verrà illustrato di seguito.

Le principali fonti di guadagno di un gamer professionista, oltre al montepremi derivante dalla vincita di tornei, sono le sponsorizzazioni, le collaborazioni con gamer team, pubblicità online e lo sfruttamento della propria immagine una volta che si è acquisita una certa notorietà.

Come vengono tassati i redditi percepiti dal gamer professionista?

In assenza di un inquadramento giuridico ad hoc relativamente agli e-sports (basti pensare che gli e-sports non rientrano tra le federazioni sportive riconosciute dal Coni), i redditi percepiti dal gamer professionista devono essere ricondotti all’interno del novero delle categorie reddituali individuate dal TUIR.

Non considerando per un primo momento, data la limitata casistica, eventuali rapporti di lavoro dipendente che coinvolgono il gamer, i redditi percepiti dal gamer professionista possono essere assimilati alternativamente a redditi diversi o redditi di lavoro autonomo professionale (rispettivamente artt. 67 e 53 del TUIR).

I redditi percepiti dal gamer professionista quali redditi diversi

Nel caso in cui il reddito percepito dal gamer derivi dall’esercizio di un’attività in via sporadica e quindi non abituale (è il caso in particolare del montepremi di un torneo e di una manifestazione e-sports) è assimilabile ad un reddito diverso di cui all’ articolo 67 del TUIR.

In tal caso non è obbligatorio aprire la partiva IVA.

Tali redditi, tuttavia, verranno dichiarati all’interno della dichiarazione dei redditi quali redditi diversi ed assoggettati a tassazione ai fini IRPEF secondo le aliquote progressive marginali.

Si segnala in particolare a conferma di quanto sopra che la lettera d) dell’articolo 67 del TUIR disciplina espressamente tra i redditi diversi anche  i “premi derivanti da prove di abilità”, nel cui novero si ritiene possano essere ricomprese anche le vincite dei tornei e delle manifestazioni e-sports.

I redditi percepiti dal gamer professionista quali redditi di lavoro autonomo

Nella maggior parte dei casi invece,  l’attività svolta dal gamer è abituale e non occasionale. In tal caso i redditi ritratti dall’attività esercitata dal gamer (che in tal caso può essere considerato un gamer professionista vero e proprio) sono qualificabili come reddito di lavoro autonomo (art. 53 del TUIR).

Di conseguenza, è obbligatoria l’apertura della partita IVA.

Ai fini dell’apertura della partita IVA è necessaria l’individuazione del codice ATECO più consono all’attività di fatto esercitata dal gamer.

I principali codice ATECO consigliati per i gamer sono i seguenti:

  • Codice ATECO 82.99.99 – “Altri servizi alle imprese” nel caso in cui prevalga l’attività di gamer vera e propria rispetto all’attività di sponsorizzazione e pubblicità online;
  • Codice ATECO 73.11.02 – “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari” nel caso in cui prevalga l’attività di sponsorizzazione e pubblicità online rispetto all’attività di gamer vera e propria;
  • Codice ATECO 63.12.00 – “Gestione portali web” nel caso in cui prevalga l’attività di gamer attraverso un proprio portale o più comunemente una piattaforma di terzi (tra tutti Twitch, Facebook Gaming, Youtube, etc.).

I redditi percepiti se inferiori a 65.000 euro, in caso di opzione al regime forfettario, saranno assoggettati a tassazione nella misura del 15% (5% per i primi 5 anni di attività). Non si è, inoltre, assoggettati all’IRAP, all’IVA e agli studi di settore.

Nel caso in cui, invece, i compensi siano superiori a 65.000 euro, questi saranno assoggettati a tassazione ai fini IRPEF, sulla base delle aliquote progressive previste, nonché ai fini IVA e, ove sussistano i requisiti, ai fini IRAP.

Da ultimo si ricorda che dalla corretta qualificazione dei redditi percepiti dal gamer (quale redditi diversi o redditi da lavoro autonomo) dipende, inoltre, l’assoggettamento o meno agli obblighi contributivi INPS.

Si ringrazia il Dottor Daniel Destro per la preziosa collaborazione nella redazione del presente articolo.