{"id":17697,"date":"2020-09-14T10:56:33","date_gmt":"2020-09-14T08:56:33","guid":{"rendered":"https:\/\/pietrocumpostu.karalisdemo.com\/?p=106"},"modified":"2020-09-14T10:56:33","modified_gmt":"2020-09-14T08:56:33","slug":"cfc-controlled-foreign-companies-la-disciplina-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/cfc-controlled-foreign-companies-la-disciplina-italiana\/","title":{"rendered":"CFC (Controlled Foreign Companies): la disciplina italiana"},"content":{"rendered":"<h2><em>Tra le norme previste nel nostro ordinamento tributario volte a contrastare il trasferimento di reddito imponibile dall&#8217;Italia verso Paesi a bassa fiscalit\u00e0 o a fiscalit\u00e0 assente (cd. norme anti-elusione), vi \u00e8 la norma relativa alle societ\u00e0 controllate estere (Controlled Foreign Companies o \u00a0\u201cCFC\u201d). <\/em><\/h2>\n<h3>Che cosa si intende per CFC (Controlled Foreign Companies)?<\/h3>\n<p>In base a tale norma, verificate determinate condizioni, <strong>i redditi realizzati dalle controllate estere, vengono assoggettati a tassazione per trasparenza in capo al soggetto controllante residente in Italia<\/strong>, indipendentemente dalla effettiva percezione degli stessi.<\/p>\n<!-- \/wp:post-content -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Ai sensi dell\u2019art.167, comma 2, del TUIR<\/strong>, nella versione ad oggi vigente <em>post<\/em> recepimento della Direttiva 2016\/1164\/UE (cd. Direttiva ATAD), la disciplina delle CFC si applica se la societ\u00e0 residente in Italia:<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul>\n<li><strong>controlla, direttamente o indirettamente<\/strong>, la societ\u00e0 o l\u2019ente estero, anche tramite societ\u00e0 fiduciaria o per interposta persona, ai sensi dell\u2019art. 2359 Codice Civile; oppure<\/li>\n<li><strong>oltre il 50% della partecipazione agli utili<\/strong> sia detenuto, direttamente o indirettamente, mediante una o pi\u00f9 societ\u00e0 controllate ai sensi dello stesso 2359 Codice Civile, o tramite societ\u00e0 fiduciaria o interposta.<\/li>\n<\/ul>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In aderenza a quanto previsto in ambito internazionale, la nuova formulazione dell\u2019art. 167, comma 4 del TUIR, prevede <strong>un unico regime CFC per i soggetti esteri controllati (in Stati UE\/SEE o in Stati Extra-UE)<\/strong>, al ricorrere di due requisiti:<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul>\n<li><strong>siano assoggettati a tassazione effettiva inferiore alla met\u00e0<\/strong> di quella a cui sarebbero stati soggetti qualora residenti in Italia; e<\/li>\n<li><strong>oltre 1\/3 dei proventi da essi realizzati \u00e8 rappresentato da cd.\u00a0<em>passive income<\/em><\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rispetto alle versione precedente (in vigore fino al periodo d\u2019imposta 2018) \u00e8 stata, pertanto, abbandonata la bipartizione tra il regime delle c.d. CFC <em>black list<\/em> e il regime delle c.d. CFC <em>white list<\/em>.<\/p>\n<h3>Primo requisito della CFC (Controlled Foreign Companies)<\/h3>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>In merito alla prima condizione<\/strong>, occorre effettuare un confronto tra <em>tax rate<\/em> \u201ceffettivo\u201d estero e <em>tax rate<\/em> \u201cvirtuale\u201d interno. In pratica, il raffronto riguarda l\u2019IRES (e sue eventuali addizionali) e non anche l\u2019IRAP, <strong>dovendo essere raffrontata la tassazione effettivamente scontata all&#8217;estero con quella che sarebbe stata dovuta in Italia sull&#8217;utile prodotto dalla controllata in base all&#8217;applicazione delle disposizioni fiscali interne<\/strong>.<\/p>\n<h3>Secondo requisito della CFC (Controlled Foreign Companies)<\/h3>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Quanto alla seconda condizione<\/strong>, ulteriormente necessaria ai fini della applicazione della CFC, la norma espressamente richiama i seguenti redditi rientranti tra i \u201c<em>passive income<\/em>\u201d:<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"type\":\"1\"} -->\n<ol type=\"1\">\n<li>interessi o qualsiasi altro reddito generato da attivi finanziari;<\/li>\n<li>canoni o qualsiasi altro reddito generato da propriet\u00e0 intellettuale;<\/li>\n<li>dividendi e redditi derivanti dalla cessione di partecipazioni;<\/li>\n<li>leasing finanziario;<\/li>\n<li>attivit\u00e0 assicurativa, bancaria e altre attivit\u00e0 finanziarie;<\/li>\n<li>operazioni di cessione di beni o prestazione di servizi a valore economico aggiunto scarso o nullo.<\/li>\n<\/ol>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Con riguardo ai redditi di cui al punto 6 \u00e8 da ritenersi che gli stessi rilevino solo se derivano da operazioni infragruppo<\/strong>, ossia se l\u2019acquisto o la cessione del bene avviene all&#8217;interno del gruppo, mentre non rilevano le operazioni effettuate con terzi. \u00c8 inoltre da ritenersi che <strong>per valore economico aggiunto scarso o nullo<\/strong> si intenda quello apportato dal soggetto controllato non residente con la sua attivit\u00e0 economica (ossia sia un mero passaggio di beni o servizi con <em>mark up<\/em>).<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, <strong>per l\u2019individuazione delle attivit\u00e0 con valore economico aggiunto scarso o nullo la disposizione rinvia al D.M. 14.05.2018<\/strong>, che contiene le linee guida per l\u2019applicazione delle disposizioni previste <a href=\"https:\/\/www.pietrocumpostu.com\/prezzi-di-trasferimento-transfer-pricing-la-normativa-interna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dall&#8217;art. 110, comma 7, TUIR in materia di Prezzi di Trasferimento (Transfer Pricing)<\/a>.<\/p>\n<h3>Quali sono gli effetti fiscali in caso di applicazione della disciplina della CFC (Controlled Foreign Companies)?<\/h3>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al ricorrere delle suindicate condizioni, dunque, <strong>gli utili prodotti dalla controllata estera, saranno attribuiti per trasparenza al socio residente, in proporzione alla quota di partecipazione, ed assoggettati a tassazione separata in Italia<\/strong>, indipendentemente dalla effettiva percezione degli stessi.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietrocumpostu.com\/cfc-controlled-foreign-companies-lesimente-per-la-disapplicazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Si rimanda all&#8217;articolo successivo la trattazione delle condizioni e delle modalit\u00e0 per la disapplicazione della disciplina delle CFC<\/a><\/strong> laddove, pur essendo verificate entrambe le condizioni previste dall&#8217;art. 167, comma 4 del TUIR, lo scopo della detenzione della partecipata all&#8217;estero \u00e8 da rinvenirsi in opportunit\u00e0 di <em>business<\/em>, e non al trasferimento di reddito imponibile dall&#8217;Italia verso Paesi a bassa fiscalit\u00e0 o a fiscalit\u00e0 assente che la norma in oggetto vuole contrastare.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph \/-->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le norme previste nel nostro ordinamento tributario volte a contrastare il trasferimento di reddito imponibile dall&#8217;Italia verso Paesi a bassa fiscalit\u00e0 o a fiscalit\u00e0 assente (cd. norme anti-elusione), vi \u00e8 la norma relativa alle societ\u00e0 controllate estere (Controlled Foreign Companies o \u00a0\u201cCFC\u201d). 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