{"id":17696,"date":"2020-09-14T10:44:48","date_gmt":"2020-09-14T08:44:48","guid":{"rendered":"https:\/\/pietrocumpostu.karalisdemo.com\/?p=100"},"modified":"2020-09-14T10:44:48","modified_gmt":"2020-09-14T08:44:48","slug":"cfc-controlled-foreign-companies-la-disapplicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/cfc-controlled-foreign-companies-la-disapplicazione\/","title":{"rendered":"CFC (Controlled Foreign Companies): la disapplicazione"},"content":{"rendered":"<h2><em><a href=\"https:\/\/www.pietrocumpostu.com\/cfc-controlled-foreign-companies-la-disciplina-italiana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Dopo aver trattato nell&#8217;articolo precedente la disciplina italiana della norma anti-elusione delle societ\u00e0 controllate estere (Controlled Foreign Companies o\u00a0 \u201cCFC\u201d)<\/a>, ci occupiamo oggi delle condizioni e delle modalit\u00e0 con le quali \u00e8 possibile disapplicare la disciplina delle CFC laddove, pur essendo verificate entrambe le condizioni previste dall&#8217;art. 167, comma 4 del TUIR, lo scopo della detenzione della partecipata all&#8217;estero non di trasferire reddito imponibile dall&#8217;Italia verso Paesi a bassa fiscalit\u00e0 o a fiscalit\u00e0 assente.<\/em><\/h2>\n<!-- \/wp:post-content -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si ricorda che, <strong>l\u2019art. 167, comma 4, del TUIR, nella versione ad oggi vigente, prevede un unico regime CFC per i soggetti esteri controllati<\/strong>, al ricorrere di entrambi i suddetti requisiti:<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul>\n<li><strong>siano assoggettati a tassazione effettiva inferiore alla met\u00e0<\/strong> di quella a cui sarebbero stati soggetti qualora residenti in Italia; e<\/li>\n<li><strong>oltre 1\/3 dei proventi da essi realizzati \u00e8 rappresentato da cd. <em>passive income<\/em><\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<h3>La disapplicazione della discilina delle <strong>CFC (Controlled Foreign Companies)<\/strong><\/h3>\n<p><strong>L\u2019art. 167, comma 5, TUIR prevede che le disposizioni CFC non si applichino se il soggetto residente dimostra che il soggetto controllato non residente svolge un\u2019attivit\u00e0 economica effettiva, mediante l\u2019impiego di personale, attrezzature, attivi e locali<\/strong> (cd. <em>esimente\u00a0 CFC<\/em>).<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>A differenza della disciplina vigente fino al 2018<\/strong>, la norma fa riferimento allo svolgimento di un\u2019attivit\u00e0 economica effettiva e non ad un\u2019attivit\u00e0 industriale o commerciale. Inoltre, per la dimostrazione dell\u2019esimente non viene pi\u00f9 richiesta la prova del c.d. \u201cradicamento\u201d.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ai fini della disapplicazione della disciplina CFC, il soggetto residente dovr\u00e0, pertanto, dimostrare che <strong>il soggetto controllato possiede una struttura idonea allo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 economica e che tale struttura sia coerente con la stessa attivit\u00e0 svolta<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al riguardo, <strong>ai fini della dimostrazione dello svolgimento di un\u2019effettiva attivit\u00e0 economica<\/strong>, risultano ancora valide le indicazioni contenute nella <strong>Circolare dell\u2019Agenzia delle Entrate del 6 ottobre 2010 n. 51\/E <\/strong>nonch\u00e9 nella successiva <strong>Circolare del 26 maggio 2011 n. 23\/E<\/strong> quali ad esempio:<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul>\n<li>atto costitutivo o statuto della partecipata estera dai quali possano ricavarsi notizie utili circa l\u2019attivit\u00e0 svolta nello Stato o nel territorio estero;<\/li>\n<li>prospetto illustrativo dell\u2019attivit\u00e0 esercitata supportato da idonea documentazione;<\/li>\n<li>descrizione della struttura organizzativa e delle concrete modalit\u00e0 operative della partecipata;<\/li>\n<li>contratti di locazione o acquisto degli immobili o dei terreni adibiti a sede degli uffici e dell\u2019attivit\u00e0, evidenziandone le relative dimensioni e attrezzature.<\/li>\n<\/ul>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Quanto sopra potr\u00e0 essere dimostrato anche tramite interpello preventivo (che non risulta quindi obbligatorio).<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qualora, invece, non venga presentato interpello o nel caso in cui l\u2019Amministrazione fiscale abbia rilasciato parere negativo alla disapplicazione della disciplina in esame, <strong>il socio residente avr\u00e0 l\u2019obbligo di dichiarare nel proprio Modello Redditi SC (Quadro FC) la detenzione della partecipazione nel soggetto controllato estero<\/strong>, che soddisfi entrambe le condizioni previste per l\u2019applicazione della norma CFC, per la quale ha optato per la non applicare il regime CFC.<\/p>\n<h3>Quali sono le sanzioni in caso di omessa o incompleta indicazione della detenzione di partecipazioni CFC?<\/h3>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Nel caso di omessa o incompleta indicazione della detenzione di partecipazioni CFC nella dichiarazione dei redditi, viene applicata una sanzione amministrativa pari al 10% del reddito conseguito dal soggetto estero nel periodo d\u2019imposta, con un minimo di euro 1.000 ed un massimo di euro 50.000.<\/strong> Per espressa previsione normativa la sanzione minima (euro 1.000) si applica anche nel caso in cui il reddito della controllata estera sia negativo (ossia una perdita).<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph \/-->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver trattato nell\u2019articolo precedente la disciplina italiana della norma anti-elusione delle societ\u00e0 controllate estere (Controlled Foreign Companies o  \u201cCFC\u201d), ci occupiamo oggi delle condizioni e delle modalit\u00e0 con le quali \u00e8 possibile disapplicare la disciplina delle CFC laddove, pur essendo verificate entrambe le condizioni previste dall\u2019art. 167, comma 4 del TUIR, lo scopo della detenzione della partecipata all\u2019estero non di trasferire reddito imponibile dall\u2019Italia verso Paesi a bassa fiscalit\u00e0 o a fiscalit\u00e0 assente.<\/p>","protected":false},"author":3,"featured_media":494,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[230,224],"tags":[316,239,317,318,319,241,242],"class_list":["post-17696","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fiscalita-delle-societa","category-fiscalita-internazionale","tag-cfc","tag-controllata-estera","tag-controlled-foreign-companies","tag-direttiva-atad","tag-esimente","tag-fiscalita-internazionale","tag-mercato-estero"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17696"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17696\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/494"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pietrocumpostu.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}